Errori comuni della pubblicità di un locale di Lap Dance

Lap Dance Pubblicità – Se hai un locale di Lap Dance, non è improbabile che tu possa aver commesso qualche errore nella scelta delle strategie pubblicitarie più adatte per la tua attività. D’altronde è comprensibile: chi gestisce un locale in un settore così complesso ha già abbastanza grattacapi cui pensare e non può certo prendersi una laurea in Marketing e Strategie Commerciali per pianificare una campagna pubblicitaria.

Sottovalutarne l’impatto, però, può rivelarsi un costosissimo sbaglio. MondoLapdance ha da poco compiuto 12 anni e forse non è un caso. Questo ci consente di avere una certa esperienza – oltre quella accademica – sugli errori più comuni nella scelta della comunicazione commerciale di un locale di Lap. Vediamone 3 tra i più frequenti.

ERRORE n° 1 – Pubblicizzare un servizio di nicchia, su un media di massa
Eh sì, caro imprenditore, la Lap Dance non è pastasciutta, nè un’automobile, un ristorante o un telefonino. Mentre questi ultimi sono beni e servizi di largo consumo, la Lap Dance è un prodotto di nicchia. Si rivolge cioè a una piccolissima parte della popolazione: uomini e non donne, maggiorenni e non minorenni, anzitutto. Ma non basta: anche i rasoi da barba sono acquistati per lo più da uomini maggiorenni, ma converrai che il mercato delle lamette è ben più vasto di quello di chi guarda donne danzare attorno al palo. Ovvero la Lap Dance è un prodotto che interessa una minima parte di persone, eppure molti imprenditori commettono imperterriti l’errore di pubblicizzarsi su media di massa: radio, giornali, cartellonistica stradale. Migliaia di euro al mese gettati nell’oceano dei consumatori. Peccato che se è vero che quei consumatori hanno tutti – ad esempio – un cellulare, tra loro chi frequenta i locali di Lap Dance è una parte infinitesimale. Così tu sei contento, poichè sentire il tuo locale in radio o vedere un riquadro sul quotidiano della provincia fa sempre figo, peccato che stai pagando anche per minorenni, donne e uomini maggiorenni tra cui i potenziali clienti non sono che una minuscola fetta. Insomma hai buttato dei soldi.


ERRORE n° 2 – Pubblicizzarsi con un messaggio scontato e privo di ogni attrattiva

Quando ti pubblicizzi con un media di massa (radio, giornali, flyer, cartelloni) sei obbligato a condensare il messaggio che rivolgi al pubblico e questo ti porta, inevitabilmente, a dire delle cose quasi del tutto inutili che non hanno alcuna presa sui potenziali clienti. Un esempio di messaggi del tutto improduttivi? “In un ambiente raffinato ragazze stupende, le migliori pornostar, i migliori spettacoli, numero di telefono, indirizzo e ti aspettiamo per una notte caldissima“. Insomma, le solite 4 banalità, ammettilo. E’ una pubblicità che poteva funzionare negli anni ’90, quando la Lap Dance rappresentava una incredibile novità e i locali in Italia si contavano sulle dita di una mano: il solo fatto di dire “io esisto” era sufficiente per attirare clienti. Oggi, salvo rari casi, i clienti sanno già che esisti e ad incuriosirli non è certo sentire per radio il tuo numero di telefono o che hai le migliori lap dancer (secondo te!) ed i migliori spettacoli (sempre secondo te!). E’ la stessa cosa che dicono tutti e, dopo 20 anni di locali di strip, un messaggio tanto ovvio e sparato nel mucchio non incuriosisce nemmeno un adolescente che sta per compiere i 18.
Nel 2016 si può fare di meglio, non per forza spendendo di più. Anzi.

ERRORE n° 3 – Non fare “retention” (o farla male)
I primi clienti sono i tuoi clienti. Sembra una banalità, ma non lo è affatto. Negli ultimi decenni la grande distribuzione e le multinazionali hanno innovato ed investito anzitutto per conservare clienti e migliorare l’esperienza di consumo, così come aumentarne la frequenza. E’ un aspetto quasi sempre trascurato dai locali di Lap Dance, ancorati a vecchi paradigmi pubblicitari costosi e dispersivi. Ci sono tanti modi di fare retention, scegliere quelli migliori non è facile per chi non ha competenze specifiche e – ancor peggio – per chi pensa di averle ma non le ha. Una campagna di retention può rivelarsi determinante nel breve e medio termine. Va pianificata con attenzione, scegliendo destinatari ed obiettivi. La retention fa parte di quelle azioni del cosiddetto “micromarketing”, che è proprio la branca del marketing che deve interessare a chi gestisce un locale di Lap Dance. Questo è il futuro, eppure – troppo spesso – ti sarai trovato a pensare e ad investire nel mass-marketing, come se vendessi scarpe, ovvero un prodotto per tutti.

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