Il gatto, Geppo e il morto sul ciglio della strada

Quel che sto per raccontare è la vera storia del viaggio di ritorno in auto dopo la festa Halloween di Roverbella di quest’anno.

Facciamo un passo indietro. È giovedì 31 ottobre 2019, ho un appuntamento per la serata. Una festa tra amici, il raduno di MLD in un locale che celebra Halloween, come ogni buona attività commerciale oggi fa. Per il BBdR Lap Dance si tratta, storicamente, di uno degli eventi più riusciti e seguiti.

Ore 20:30: appuntamento in un parcheggio di un paesino poco distante dal mio. Ad aspettarmi c’è l’utente Geppo, l’ho conosciuto grazie a MLD alcuni anni or sono, scoprendo che abita a 20 minuti da casa mia. Sarebbe venuto su con me in macchina per raggiungere la ridente località del ritrovo, tra il mantovano ed il veronese. Geppo durante i viaggi non è molto di compagnia, soffre di narcolessia e dopo 2 minuti di macchina si addormenta come per incanto. Ce l’ha davvero la patologia, è pazzesco, non fai in tempo a mettere la quarta che sta già ronfando. Da qui ben capite perché – ogni volta che siamo io e lui – mi offro caldamente di andare con la mia macchina e guidare.

Ci incontriamo con altri ragazzi a cena, e poi il via ad una notte di divertimento e risate. Avevo piacere di rivedere tanti amici, ma la fatica di questi anni non facili ed il pensiero del viaggio di ritorno a notte fonda mi turbavano. In realtà la strada non è molta, una sessantina di km tra paesini e provinciali, un’ora di viaggio. Sono abituato a guidare, quindi nessun problema se non la stanchezza che iniziava a pesarmi. Certo, al ritorno non avrei potuto contare sulle chiacchiere con Geppo, si sarebbe addormentato dopo i primi km. Stavolta, ve l’assicuro, non ha dormito.

Sono passate le 3 di notte da un pezzo, abbandoniamo il locale dopo il grande evento. Non piove, ma le nuvole coprono luna e stelle. E’ veramente buio, stiamo percorrendo una strada non illuminata, nella campagna mantovana. La cosa che mi colpisce è che… sembravamo in un macabro videogioco: già nei primi 15/20km avevo fatto lo slalom tra topi e nutrie morte, schiacciate sull’asfalto. Ad un tratto, freno di colpo quando una lepre mi attraversa velocemente la strada. Geppo si sveglia di soprassalto “eh ostia cusa ghè?”, chiede trafelato. Lo rassicuro, ho solo schivato una bella lepre. Sembra surreale, ma i kilometri che seguono sono un continuo di nutrie che devi evitare, per non rompere la macchina e non rischiare di uscire di strada. Geppo non riesce più a dormire a causa dei continui cambi di direzione per evitare l’animale di turno, quando …PAAAC. Non ce l’ho fatta: un gatto bianco mi ha tagliato la strada ed è finito sotto l’anteriore destra. Amo i gatti, ne ho sempre avuti, mi è dispiaciuto tanto. Geppo ridacchia, anche se il suono e la botta cupa del gatto proprio dal lato dove lui era seduto lo hanno turbato. “Figa oh, lepri, nutrie, e adesso abbiamo preso il gatto”, tuona preoccupato. Io sdrammatizzo, pur dispiacendomi per l’animale: “Beh Geppo, meglio un gatto che un uomo“.

Strade deserte, pochissime macchine, una soltanto – in verità – precede la mia ma è ancora lontana. Ad un tratto mette le 4 frecce, rallenta e si ferma più avanti, in mezzo alla strada. Rallento a mia volta, guardo Geppo al mio fianco e ne intuisco il terrore sul volto. Ah, non pensate che fossimo vittime di uno scherzo. Non c’era alcuno scherzo. Erano le 3.30 di notte, in una provinciale sperduta.

Ricostruisco il dialogo e le scene con la massima fedeltà.

Geppo: “Oh, oh, torna indietro, c’è un cadavere sul ciglio della strada
NicoMLD: “eh?? ma dove?
Geppo: “Sul ciglio, a destra, l’ho visto dal finestrino, c’era un morto appena fuori dalla carreggiata, sull’erba

Il tizio che guida la macchina più avanti a me – che naturalmente non so chi sia – è ancora fermo con le 4 frecce, io rallento e mi piazzo a qualche decina di metri da lui.

Geppo: “Fai la retro, te lo faccio vedere, figa c’è un morto, c’è un morto!
NicoMLD: “ma sei serio? Ho il telefono senza batteria, usa il tuo e chiama il 118 subito
Geppo: “prima fai la retro, vediamo se c’è anche una macchina nel fosso o un motorino

Ingrano la retro, finché alla destra della mia auto vedo un corpo steso sul fianco sinistro, proprio appena fuori dalla carreggiata. Praticamente la salma dava la schiena a noi in strada, il volto rivolto verso il fosso.

NicoMLD: “Geppo cazzo chiama il 118, subito
Geppo: “No, no, no”. Era sotto shock, sudava.
NicoMLD: “è omissione di soccorso, anche se non lo abbiamo mica investito noi

Quando ho detto “anche se non lo abbiamo mica investito noi” mi è passata tutta la vita davanti. Sono entrato nel panico, su quelle mie stesse parole. No, tranquilli, non l’avevamo assolutamente investito noi. I dialoghi seguenti si svolgono nell’arco di pochissimi ma concitati istanti.

Geppo: “figa l’avrà investito la macchina davanti, dalla botta questo è finito sul ciglio della strada ed è morto, e quello là davanti a noi infatti è fermo con le 4 frecce”. In un attimo, Geppo aveva ricostruito una ipotesi di incidente.
NicoMLD: “ma no Geppo, dai, non abbiamo visto una frenata, non abbiamo visto un corpo sbalzare verso il fosso, ci saremmo accorti se a poche decine di metri davanti a noi ci fosse stato un evento del genere. Chiama il 118 e facciamo il nostro dovere

Nel frattempo quello fermo con le 4 frecce davanti a noi, spegne il triangolo e – pur lentamente – riparte.

Geppo: “perchè riparte? Perché ha visto che ci siamo fermati noi? O perché lui lo ha investito e sta scappando?
NicoMLD: “zio cane Geppo lascia lì di fare delle ipotesi e chiama i soccorsi. Poi quello davanti è andato via pian piano, probabilmente vedendo che ci siamo fermati noi. Lo avrà visto anche lui sul ciglio e ha rallentato
Geppo, in versione Ponzio Pilato: “aspettiamo che arrivi un altro dietro, così si ferma e vede il cadavere, tu parti e facciamo come quello davanti, e ci penserà il prossimo che arriva
NicoMLD: “certo, e se all’incrocio prima c’è una telecamera che riprende tutto? Hanno la mia targa, finisco dentro per omissione di soccorso. Chiama! Usa quel telefono, chiama sto 118!
Geppo: “aspetta, cerchiamo di capire se è proprio morto, almeno”. Apre la portiera destra e verso la salma esanime chiede, letteralmente: “tutto ok?
NicoMLD: “che cazzo di domanda è tutto ok? quello lo dici a tuo cugino se ti telefona, non a uno steso in un fosso alle 3 e mezza di notte“.

Il morto è morto. Non risponde.

Io sto armeggiando col mio telefono, ma la batteria non tiene. Ad un tratto, un urlo. È Geppo.

Geppo: “oh, vai vai, vai cazzo vai, il morto è vivo, è incazzato, vai vai
Mollo il cellulare che mi cade tra le gambe, metto la prima e avanzo di qualche decina di metri, a distanza di sicurezza e mi rifermo.
NicoMLD: “cazzo, è vivo davvero, si sta alzando, lo vedo nello specchietto retrovisore”
Geppo: “vai, vai, parti
NicoMLD: “Geppo, ostia, dobbiamo chiedergli come sta e al limite chiamare qualcuno
Geppo: “e se lo ha investito quello davanti? E questo si è rialzato adesso e pensa siamo stato noi?
Mi si gela il sangue.
Geppo rincara la dose: “pensa se chiamiamo i Carabinieri, questo è in stato confusionale e dice che l’hai investito tu e lo hai buttato nel fosso. E’ la sua parola contro la nostra
NicoMLD: “figa Geppo che ansia. Ragioniamo
Geppo: “ma vai ostia, parti, parti”.

Il tizio nel frattempo si ricompone, si alza in piedi e – pur nel buio – il riflesso dei miei fanali rossi posteriori mi permette di vedere, nello specchietto, che sta inveendo paurosamente verso di noi.
NicoMLD: “chiamiamo i Carabinieri, e se la vedrà con loro
Geppo: “io non chiamo nessuno, quello lì è un drogato, un pazzo ubriaco, quando vengono i Carabinieri non si ricorda nemmeno perché era sul ciglio, e dà la colpa a te che lo hai messo sotto
NicoMLD: “ossignore, e metti che i Carabinieri guardano la mia macchina, se il gatto che ho travolto un quarto d’ora fa mi ha scheggiato il paraurti nella zona anteriore destra?
Geppo: “ah beh fa conto che per il gatto potresti avere macchie di sangue attorno alla ruota, cosa gli dici ai Carabinieri?

Stavo già immaginandomi con la luce puntata negli occhi, in qualche commissariato della zona. Mi vedevo lì, sotto torchio, un detective minaccioso che mi violenta psicologicamente per farmi confessare. “Dunque, Signor NicoMLD, la vittima sostiene di essere stata travolta da Lei. Il corpo è stato colpito a bordo strada, e sull’anteriore destra della Sua auto c’è un’ammaccatura con macchie di sangue fresco. Ma per Lei è stato il gatto, vero?” Ecco, in quegli istanti frenetici io ho pensato questo. Erano passati solo 3, 4 secondi al massimo dalle battute precedenti, ma la mia mente continuava a generare le più truculente scene di interrogatori. “Quindi Lei, Sig. NicoMLD, sostiene che ad investirlo potrebbe essere stata una macchina che la precedeva, poi misteriosamente sparita nel nulla e della quale Lei naturalmente si è scordato di annotare la targa”. E io: “sì, ispettore, mi creda, è così. C’è testimone Geppo”. E l’ispettore, sghignazzando maligno: “Geppo? Uno affetto da narcolessia comprovata, è lui il teste chiave? La smetta e confessi, non aggravi ulteriormente la sua posizione”. Mi vedevo già in galera per omicidio stradale e, coi tempi della giustizia italiana, avevo davanti anni di calvario prima di dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Mi figuravo i titoli di giornale, lo sdegno nei messaggi sui social della folla inferocita, bramante di giustizia sommaria: “a certa gente non dovrebbero proprio darla la patente! Deve marcire in carcere, voleva pure farla franca e dar la colpa a un gatto!
Smetto di rimuginare solo quando Geppo mi scuote un braccio, urlando.

Geppo: “ostiaaaa vai, c’è il morto che ci sta correndo dietro”.

Guardo nello specchietto, il morto sta fumando una sigaretta, scorgo la brace accendersi in corrispondenza della bocca, nel buio. Una bruttissima faccia, non la si vede con chiarezza ma i lineamenti incutono timore. Agita le mani, barcolla e inveisce. Inizia a correre maldestramente, guadagnando terreno. Sudo, nonostante il cambio automatico fatico a trovare l’incastro della posizione “D”, quella per ripartire. Dalla tensione stavo per mettere la “R”, allora sì che lo avrei steso io, per davvero. Perdo istanti preziosi, finché finalmente riesco ad accelerare e seminare il morto vivente ormai giunto a pochi centimetri dal mio baule, con la mano protesa in avanti per agganciarvisi.

È stato devastante. Siamo arrivati a casa con l’adrenalina a mille. E, incredibilmente, Geppo in macchina non ha più chiuso occhio. Era vigile e teso come il navigatore della coppia in un’auto da rally. Quasi a destinazione, lo sento che salta sul sedile e fa, d’improvviso: “orca-vacca-boia“.

NicoMLD: “cos’hai visto cazzo?
Geppo: “no niente, era solo un sacco delle immondizie sul ciglio della strada