Locali notturni: è soltanto cronaca?

O sono davvero il male del mondo?

La domanda me la pongo da un po’, in effetti. Tra quotidiani e notiziari insistono le notizie su Flavio Briatore positivo al Coronavirus e il focolaio registrato nel suo Billionaire di Arzachena. Altri articoli ci illustrano la durissima stretta che avverrà per i locali notturni della zona, e non solo. Lo avevamo intuìto alcune settimane fa, con le prime manovre del governo per la chiusura delle discoteche (e con relativa mezza retromarcia: aperte, senza ballare).

Il tema non cambia nelle trasmissioni di approfondimento in Tv: reportage sui locali notturni, allarmi sui locali notturni, apprensione per quanto avviene nei locali notturni. E qualche pungolatura. Commenti ironici, sarcasmo e cattiveria malcelata contro i loro frequentatori, tutti ricchi e tutti stupidi, che trascorrono le loro notti dilapidando cifre che noi – che di money non ne abbiamo cotanti – “mai e poi mai” spenderemmo per gli stessi beni o servizi.

Qualcosa non mi torna. Non ho più la sensazione di una cronaca imparziale che mi racconta i fatti, bensì di una crociata mediatica e moralista contro il mondo del divertimento notturno ed i suoi rappresentanti. Bacchettate e stoccate, più per antipatia che per giusta necessità.

Attenzione, non ho motivi particolari per annoverare Flavio Briatore tra le mie simpatie, nè frequento il Billionaire. Mi stanno pure sulle scatole i ragazzini molesti che si ubriacano ed impasticcano ormai sempre più in giovane età, ormai onnipresenti nei luoghi della movida delle nostre città; mi infastidiscono ed intristiscono. Quel che voglio dirti è che il mio stato d’animo si fa solidale pur verso un mondo che non mi appartiene.

Con questo non intendo che le regole non vadano rispettate o che i gestori di club alla moda debbano infischiarsene delle misure anti-Covid. Le leggi ci sono e si rispettino! E chi sbaglia, paghi (magari anche se non gestisce locali notturni).

Sì perchè – lo scrivevo sul forum – in questo periodo di ferie estive anche io qualche giretto oltre le mura di casa l’ho fatto. No, non al Sottovento di Porto Cervo, ho soltanto trascorso qualche giornata al mare o sul lago tra ristoranti, bar, pub all’aperto e un paio di coppe gelato. Beh, non so se anche tu che mi leggi lo hai notato ma… sono entrato in gelaterie ed esercizi vari i quali – con lo stesso metro con cui è stato sanzionato qualche locale notturno – dovrebbero avere oggi la saracinesca chiusa e una bella multa da pagare. Ho passeggiato in piazze e piazzette pullulanti, non di Vip di dubbio spessore nè di insopportabili influencer, ma di adulti e famiglie del popolo, tutti fissi come un banco di pesce, dove ad indossare le mascherine era forse il 10%. Un amico dalla riviera romagnola – con moglie e figli al seguito – mi scrive: “Distanziamento inesistente, per le strade, nei ristoranti, ovunque“.

Non voglio sfociare nel “benaltrismo”, ma mi pare si stia eccedendo nella demonizzazione isterica del divertimento e – al contempo – impegnati morbosamente a conteggiare e commentare ballerini e bevitori di carissimo champagne nei club-house, ci sfugge tutto il resto. Un resto, temo, di portata ben più vasta: non luoghi nascosti ed incontrollabili, nè eccezioni.

Ti sfido ad aprire un qualsiasi giornale: non troverai alcun titolo sui bar, sulle gelaterie o sulle grandi sale giochi per bambini e ragazzi nelle località di mare. No, leggerai soltanto di Briatore, del Billionaire e del Twiga della Santanchè. Va bene, nessuno di questi – probabilmente – attira simpatia. Ma siamo proprio sicuri rappresentino il principale pericolo d’Italia, tanto da meritare ogni sorta di pressione mediatica?

Lo ripeto? Gran parte di ciò che ho visto in queste settimane era completamente fuori norma, se parliamo di mascherine e distanziamento interpersonale. Lo era quasi ogni autobus, quasi ogni bar, quasi ogni ristorante, quasi ogni gelateria, quasi ogni piazza! Eppure, a parte un paio di cenni sui media, non ho avvertito la medesima angosciante pressione sul rischio del dilagare dei contagi. Certo, non erano discoteche o locali notturni…

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