Lap Dance post-Covid: quale futuro?

Chiacchierando di tanto in tanto di Lap Dance con gli amici, mi si chiede cosa penso del settore in merito al contesto che stiamo vivendo. Contesto che, è evidente, mette a durissima prova tutto l’intrattenimento notturno. Del resto nell’ultimo decennio il mondo della Lap non navigava in buone acque, portandosi verso un calo generalizzato e progressivo di presenze e – di conseguenza – di locali notturni. Era già accaduto in precedenza con le discoteche, per le quali vi è stata una graduale scrematura dovuta al cambiamento delle abitudini notturne delle nuove generazioni, la socializzazione tramite Web, la crisi economica nelle fasce giovani della popolazione. La Lap Dance pre-Covid stava prendendo, globalmente, la medesima china: il comparto aveva già dato il suo meglio tra la fine degli anni ’90 e la prima decade del nuovo millennio.

Come in tutto, però, vi sono eccezioni: a una pur rigida selezione, c’è sempre qualcuno che si salva (con merito) grazie alla capacità di reinventarsi mantenendosi attrattivo e, quindi, competitivo. Ed è ciò che continuo a vedere e a pensare. E’ chiaro che la Lap Dance del 2004-2014 probabilmente non tornerà, almeno non quella dei 3 o 4 locali di livello per molte province del Nord Italia, nè del sabato sera imballato in cui non si trovava un posto a sedere. Non esisterà più la Lap Dance in cui basta l’insegna luminosa per riempire il parcheggio e nemmeno quella dei 2000 euro buttati in radio per recitare i soliti slogan uguali per tutti, con “i migliori drink, le migliori ragazze, i migliori spettacoli mozzafiato, aperto dal martedì alla domenica“. Quella Lap sì, è finita per sempre.

Le ragioni le abbiamo analizzate tante volte e sono per certi versi sovrapponibili a quanto accaduto per le discoteche: cambiamento dei costumi e delle abitudini, prima di tutto. C’è anche dell’altro, ma a mio modesto parere viene dopo.

Quali orizzonti, invece, per la Lap Dance post-Covid? Sì, perchè prima o poi questa pandemia calerà d’intensità, fino a spegnersi – o ridimensionarsi pesantemente – come la fiammella di una candela che va esaurendosi. E menomale! A quel punto, però, che ne sarà della Lap Dance? Penso che il Coronavirus sia stato un acceleratore di un processo già in atto ed inevitabile (la selezione dei competitor), ritengo anche – comunque – che qualcuno si salverà e potrà intrattenerci divertendoci ancora per parecchi anni. Tanti chiuderanno, ma non ho dubbi che qualche locale saprà prolungare la scia dei successi. Come? Con le buone idee, mettendosi in discussione, reinventandosi, osando un po’ e riuscendo a comunicare con la clientela nel modo più intelligente. Non conosco ricette magiche universali, ma resto convinto che qualcuno troverà o confermerà la propria.

E tu, cosa ne pensi? Rispondi sul forum, cliccando qui.