C'è qualcosa che non va

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Questo argomento contiene 23 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Pescecontro 2 mesi, 2 settimane fa.

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  • #4245

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    C’E’ QUALCOSA CHE NON VA

    Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c’è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l’avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto.
    (Morpheus nel film “Matrix”)

    Questo 3D vuole essere l’evoluzione di “Complottiamo?” del vecchio forum, perché, alla base delle teorie del complotto, c’è una sensazione: la sensazione che ci sia qualcosa che non va…
    Come canta Vasco all’inizio di “C’è chi dice no”:

    https://youtu.be/nMo9CZK_Djg

    Anche la scelta di Vasco non è un caso ma ne parleremo più avanti… 😉

    #4463

    Dino Emme
    Partecipante
    • Post: 214

    http://www.youtube.com/watch?v=kaXO6NoQ4co

    Questa canzone, apparentemente scanzonata, potrebbe anch’essa fare da sottofondo al tuo thread, non credi?

    😉

    #5067

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    Ho letto solo ora… Eh, si effettivamente potrebbe starci anche questa song! 😉

    #5443

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    LE PORTE DELLA PERCEZIONE

    Qualche mese fa ho finito di leggere il libro “Il complotto Stargate”. La parte che ho trovato più interessante del libro è l’epilogo. Per un riassunto grossolano del resto del libro vi rimando a qui:
    https://solo1altrariga.wordpress.com/2016/02/24/ipotesi-di-controllo-mentale-di-massa/

    Attenzione SPOILER: se un giorno voleste leggere il libro allora forse conviene che non leggiate l’epilogo riportato nel file pdf sottolinkato… Per la cronaca il libro è fuori catalogo (io l’avevo acquistato usato su e-bay).

    EPILOGO DEL LIBRO “IL COMPLOTTO STARGATE”:
    https://www.file-pdf.it/2017/02/06/il-complotto-stargate-epilogo/

    In seguito, alcune sincronicità mi hanno portato ad informarmi maggiormente sull’Altro Mondo descritto da Aldous Huxley nei saggi “Le porte della percezione” e “Paradiso e inferno”, sulle porte della percezione ed i metodi per aprirle…
    In questo contesto assume maggior significato il seguente stralcio tratto dal libro “Bhom – La fisica dell’infinito” a pag. 92:

    Sicuramente l’aspetto più sorprendente del modello olografico cerebrale di Pribram è quando esso viene messo assieme alla teoria di Bohm. Se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che accade è effettivamente un’apparenza confusa di frequenze, e se il cervello è anche un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze da questa massa di frequenze e le trasforma matematicamente in percezioni sensorie, allora cosa resta della realtà obiettiva? Essa cessa di esistere. Ciò ricorda un po’ quello che dicono le religioni orientali quando asseriscono che, sotto il nome di Maya, il mondo materiale è solo un’illusione, sebbene noi si possa pensare di essere esseri fisici che si muovono attraverso il mondo fisico. Anche questa è un’illusione. E allora noi non siamo altro che “ricevitori” che fluttuano in un caleidoscopio di frequenze, e ciò che estraiamo da questo mare di informazione e che trasformiamo nella realtà fisica di tutti i giorni non è altro che un canale tra i molti che possono essere estratti da un super-ologramma. Forse è lo stesso sistema culturale in cui siamo immersi, un sistema che spesso ci rende ciechi in merito a metodi alternativi di percepire la realtà, a spingerci a scegliere un canale preferenziale. Per cui la percezione-decodifica di un particolare canale di informazione, potrebbe dipendere da un nostro atto intenzionale vincolato dai condizionamenti sociali. Ma se questo atto intenzionale si orientasse in altra direzione che informazione decodificherebbe il nostro cervello?

    Per fare un esempio terra-terra riguardo a quanto sopra, se noi entriamo in una stanza buia senza accendere la luce non riusciamo a vedere/percepire gli oggetti in essa contenuti però questi sono presenti lo stesso… E se consideriamo che “In base a diverse osservazioni sperimentali si ipotizza che la materia oscura costituisca la grandissima parte, quasi il 90%, della massa presente nell’universo” (frase presa da wikipedia nel lemma sulla materia oscura) allora forse è proprio solo un problema di percezioni che non ci consente di vedere le dimensioni nascoste (e gli eventuali abitanti) che ci circondano…

    Vai, allora, ci sono altri mondi oltre a questo.
    (John ‘Jake’ Chambers ne “L’ultimo cavaliere” di Stephen King)

    #5464

    AlexSandro
    Partecipante
    • Post: 19

    Interessanti considerazioni anche se alla fine è lo stesso concetto sul quale si basa appunto MATRIX.
    Viene da pensare a questo punto se persone affette da disturbi particolari come le persone autistiche
    non siano in qualche modo rimasti in un limbo di due dimensioni.
    percependo la realta’ in maniera distorta da come noi la percepiamo..

    #5465

    AlexSandro
    Partecipante
    • Post: 19

    comunque non capisco cosa c’entri il “complottiamo” =D
    pensi che qualcuno sappia e ci vogliano nascondere qualcosa?

    #5474

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    In realtà si, credo ke possa esserci qualcuno che sa e che voglia tener nascosto il tutto (in realtà potrebbero esserci diverse chiavi di lettura…)… Infatti una delle mie prossime letture dovrebbe essere la seguente:
    https://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-maestri-invisibili-del-nuovo-ordine-mondiale-libro-leo-lyon-zagami-libro.php

    Nonostante non mi fidi molto di un personaggio come Leo Zagami mi intriga l’argomento…
    Riporto la descrizione del libro riportata su Macrolibrarsi:

    Un saggio che rivela i retroscena sui rapimenti alieni e possessioni diaboliche, squarciando le menzogne millenarie con cui la chiesa e gli Illuminati ingannano e manipolano la popolazione. Un libro ricco di documenti, interviste e fotografie che vi condurrà a scoprire i compromessi degli Illuminati con le forze infere e il tributo di sangue che queste richiedono.
    Dalle pagine di questo libro scopriremo tutte le tecniche più avanzate che i governanti Occulti, tramite agenzie di spionaggio, società segrete, media e Hollywood, utilizzano per controllare le masse, dal nazismo a oggi.

    Il collegamento tra il mio post precedente e questo libro sta nel libro ke sto ultimando di leggere, ovvero questo:
    https://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-fattore-oz-libro-enrica-perucchietti-libro.php

    Ed ecco la descrizione del libro riportata su Macrolibrarsi:

    Esistono quelle che Aldous Huxley definiva “Porte della Percezione” in grado di metterci in contatto con i mondi superiori normalmente invisibili, e con gli esseri che abitano queste dimensioni?
    Perché durante gli stati alterati di coscienza, per effetto di tecniche sciamamaniche o di sostanze psicotrope (LSD, DMT, peyote, mescal, ayahuasca), la coscienza entra in contatto con altri mondi e con creature così reali che trascendono il nostro abituale piano di esistenza, divenendo in grado di accedere alle informazioni dell’Uno-Tutto o campo akashico? Che cos’hanno in comune lo spiritismo, le pratiche teurgiche e le moderne tecniche di channeling?
    E ancora, perché le creature che si incontrano durante queste “esperienze” sono identiche agli spiriti dementali, incubi, succubi, fate, elfì, nani, coboldi, jinn, della tradizione, agli spiriti dello sciamanesimo e agli alieni delle adduzioni moderne?
    Operazioni, unioni sessuali, torture, ibridazione, messagi apocalittici: dietro la “maschera” adottata per ogni periodo storico, il modus operandi delle abductions aliene è identico alle cronache dei rapimenti di sfortunati viandanti da parte del Piccolo Popolo, ai viaggi spirituali degli Sciamani o ai tranelli architettati da trickster, dèmoni e jinn.
    La fìsica quantistica, la scienza olografica e la teoria delle superstringhe sono sempre più vicine a una Teoria Unificante del Tutto in grado di confermare le intuizioni degli antichi esoteristi e, dall’altra, di spiegare la realtà che ci si presenta in stato alterato di coscienza. Svelando così la natura delle creature che si affacciano dal multiverso e l’inganno millenario che alcune di esse giocano alle Anime di coloro che si affidano al loro piano di manipolazione e illusione.

    #5510

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    INFORMARSI TRAMITE LA DISINFORMAZIONE CONTROLLATA

    Prima di proseguire il discorso sulle porte della percezione, sull’Altro Mondo e sugli esseri che si possono trovare al di là di esse vorrei puntualizzare una cosa, ovvero il motivo per cui non mi fido molto di un personaggio come Leo Zagami…
    Il motivo lo spiega bene (sicuramente meglio di me) Marco Vuyet nell’articolo ke linko di seguito:
    http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20FALSI%20PROFETI%2011.htm

    Ma, dato ke la penso così, allora, vi chiederete, perché voglio comunque leggere il libro citato nel post precedente?
    Il motivo si trova tra le righe dell’articolo su linkato:

    Il “prodotto” ZAGAMI é identico al “prodotto “ZEITGEIST”… Si dicono 4 cose vere (e ormai inoffensive perché del tutto evidenti a tutti…) e magari qualche bella sparata in stile NEW AGE, per condire. In questo modo l’ascoltatore inesperto é portato a credere che SIA TUTTO VERO… O TUTTO FALSO.

    E’ per quelle 4 cose vere su cui vorrei saperne di più… 😉

    #5575

    AlexSandro
    Partecipante
    • Post: 19

    Parlando ShowBuiness made in Usa
    sono sempre stato shockato dalla puntualità dell’apparizione di simboli utilizzati
    in copertine video musicali o altro che a volte danno si l’impressione che dietro ci sia una setta demoniaca.

    Analizzando bene il fenomeno pero’ credo che che la cosa non sia così “spaventosa” di quanto sembri.

    In Italia (e io che sono Meridionale lo so bene) abbiamo una cosa che si chiama Mafia.

    Io penso che gli Illuminati siano mafiosi con riti e simbolismi più scenografici che molto spesso vengono fatti tenendo all’oscuro gli artisti coinvolti.

    Ovviamente Sono persone pericolose, da temere , da tenere lontani
    ma pur sempre SOLO persone interessate sicuramente più ai SOLDI
    che alle anime.

    Anche perchè se davvero ci fossero dei significati occulti nascosti resta il fatto che la maggior parte di messaggi che arrivano da hollywood molte volte sono comunque messaggi positivi.
    Di storie di gente che ce la fa.
    Gli stessi artisti si battono molto spesso per libertà negate e a favore delle classi più deboli.

    Quello che dico io che nonostante ci sia una certa costanza nell’utilizzo di simboli “bizzarri” , il fine dell’arte propoposta pero’ spesso va in contro tendenza rispetto ai “giochini” utilizzati e al messaggio trasmesso.

    Poi credo faccia parte un po’ di tutta la cultura Americana del potere, di lasciar far credere agli altri che loro sono artefici e capaci di qualsiasi cosa.
    Che sono molto più di quello che possono sembrare insomma.

    L’attacco alle torri gemelle ad esempio mostra un sacco di lacune logiche e le teorie complottiste a riguardo incuriosiscono anche a me
    Pero’ se fosse questa stessa una specie di trucchetto? per non far passare l’america come un paese che si è di fatto fatta infinocchiare da 4 arabi disorganizzati?
    Meglio lasciare con un minimo dubbio a tutti i tuoi nemici/avversari che tu sei talmente potente e “disposto a tutto” da fare un attentato in casa tua?

    #5648

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    Ipotesi interessante e probabilmente più plausibile di quella da me suesposta… Tuttavia al momento sono molto intrigato dalla via da me itrapresa e quindi, che lo vogliate oppure no, a Breves vi aggiornerò sugli sviluppi in tal senso… 😉

    #5799

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    LE PROVE

    Non ci sono prove tangibili della teoria da me su esposta… Forse si potrebbe scoprire qualcosa di più attraverso sostanze stupefacenti che non creano dipendenza… Non capisco perché non si possa ad esempio sfruttare un weekend per fare un viaggio con la mente in modo legale al posto di un viaggio fisico… Potrebbero esse realizzate strutture apposite a tal riguardo con operatori cha aiutino nei viaggi trascendentali…
    Ad esempio “l’LSD non produce dipendenza fisica o comportamenti compulsivi indirizzati alla sua ricerca ma, data l’intensità e la peculiarità di questo tipo d’esperienza e il suo grande impatto psicologico e spirituale, chi prova le sostanze psichedeliche tende a ripetere l’esperienza.” (tratto dal lemma di wikipedia sull’LSD) e “In Lancet Psychiatry fu pubblicato uno studio del 2015 che ha definito gli allucinogeni “non più dannosi di andare in bicicletta”. Non esistono casi di morte diretta per assunzione di LSD, e si ipotizza che la dose necessaria per provocare eventualmente leggeri danni fisici sia di circa 704 dosi medie.” (tratto dal medesimo lemma di wikipedia).
    Come scriveva anche Aldous Huxley nel suo saggio: “Le porte della percezione”:

    C’è bisogno di una nuova droga che conforti e aiuti la nostra dolorosa specie senza che il danno remoto sia maggiore del vantaggio immediato. Questa droga deve essere efficace in piccole dosi e sintetizzabile. Se non possiede queste qualità, la sua produzione, come quella del vino, della birra, degli alcolici e del tabacco, interferirà nella coltivazione degli alimenti e delle fibre indispensabili. Essa deve essere meno tossica dell’oppio e della cocaina, meno probabile causa di conseguenze sociali indesiderabili di quanto lo siano l’alcol e i barbiturici, meno contraria al cuore e ai polmoni del catrame e della nicotina delle sigarette. E, dal lato positivo, dovrebbe produrre cambiamenti nella coscienza che siano più interessanti, di valore più intrinseco, della semplice calma o del sogno, delle illusioni di onnipotenza o di sollievo dall’inibizione. Per moltissime persone, la mescalina è quasi del tutto innocua. A differenza dell’alcol, essa non spinge il consumatore in quella specie di azione sfrenata che si concreta in schiamazzi, delitti e incidenti stradali. L’uomo sotto l’influenza della mescalina si occupa tranquillamente dei fatti propri. Inoltre, i fatti di cui si occupa sono un’esperienza del tipo più illuminante, che non devono essere poi scontati (e ciò è certamente importante) con residui negativi. Delle conseguenze remote di un consumo regolare di mescalina, sappiamo pochissimo. Gli indiani, che fanno uso di semi di peyotl, non sembrano fisicamente o moralmente degradati da questa abitudine. Tuttavia, le prove disponibili sono ancora scarse e abbozzate. Sebbene, senza dubbio, superiore alla cocaina, all’oppio, all’alcol e al tabacco, la mescalina non è ancora la droga ideale. Insieme alla maggioranza dei consumatori di mescalina, felicemente trasfigurati, vi è una minoranza che trova nella droga solo inferno e purgatorio. Inoltre, per una droga che dovrebbe essere destinata all’uso generale, come l’alcol, i suoi effetti durano un tempo fastidiosamente lungo. Ma oggigiorno la chimica e la fisiologia sono praticamente capaci di tutto. Se gli psicologi e i sociologi definiranno l’ideale, si può fare assegnamento sui neurologi e sui sociologi per scoprire i mezzi con cui questo ideale possa essere attuato, o attuato, almeno (perché forse questa specie di ideale non può mai per la natura stessa delle cose essere completamente attuato), in maniera meno approssimativa che in passato col vino, o attualmente col whisky, la marijuana e i barbiturici.

    Forse ora questa droga c’è ma ci impediscono di utilizzarla nel modo più opportuno senza infrangere le “loro” regole.

    #6282

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    MARIONETTE BIOLOGICHE

    “Ognuno è talmente certo del proprio essere reale, che la propria esperienza sensoriale abbia costituito un individuo unico, dotato di scopo, di significato. Sono sicuri di essere qualcosa di più di una marionetta biologica. Beh, poi esce la verità e tutti si rendono conto che, una volta tagliati i fili, tutti cadono.
    (Rust Cohle – serie tv “True Detective”)

    Faccio un passo indietro e torno nel nostro mondo, nella nostra dimensione… Il piano d’esistenza in cui vivono le marionette biologiche che si definiscono “esseri umani”… C’è infatti un articolo che ho trovato interessante nell’ultimo numero della rivista di geopolitica Limes… A dire il vero l’intero numero è interessante (è intitolato “Chi comanda il mondo”) ma in particolare l’articolo che più mi ha intrigato si intitola “George Soros: il potere ombra contro Trump” che parla per l’appunto del conflitto tra le due marionette biologiche denominate George Soros e Donald Trump… Di seguito vi riporto alcuni stralci salienti di tale articolo:

    GEORGE SOROS: IL POTERE OMBRA CONTRO TRUMP

    Per diversi aspetti, la campagna di Donald Trump è una diretta risposta non alla Clinton, ma allo stesso Soros”.
    […]
    L’affermazione sopra citata non è di un cospirazionista (magari pure tacciato di antisemitismo) ma dell’editorialista del Jerusalem Post Caroline B. Glick, che nell’agosto 2016, in piena campagna presidenziale americana, ha sferrato un violentissimo attacco a George Soros, il fnanziere di origine ungherese (con radici ebraiche) naturalizzato americano, che più si è speso per portare Hillary Clinton alla Casa Bianca.
    […]

    Nell’estate del 2016, in piena guerra cibernetico-mediatica sferrata contro la campagna elettorale della Clinton da parte – […] – della dirigenza russa, il collettivo attivista DCleaks pubblica circa 2.500 documenti della Open Society, tra cui quelli relativi ai finanziamenti a molteplici organizzazioni in tutto il mondo. Secondo Glick, che cita la documentazione di DCleaks, “i progetti appoggiati da Soros condividono le stesse caratteristiche di base: tutti operano per indebolire le capacità delle autorità locali e nazionali nelle democrazie occidentali di difendere le leggi e i valori delle loro nazioni e comunità”. Sono accuse che riecheggiano quelle di Putin in Russia e di Orbán in Ungheria, che hanno portato all’espulsione dalla Russia delle Ong fnanziate dal magnate.
    […]
    Da anni la destra americana accusa Soros di fnanziare la sinistra libertaria americana, attraverso un vero e proprio partito ombra (“Shadow Party”). È la tesi esposta nel pamphlet The Shadow Party: How George Soros, Hillary Clinton, and Sixties Radicals Seized Control of the Democratic Party, di David Horowitz e Richard Poe.
    […]
    Soros diverrà famoso negli anni Novanta con le speculazioni sulla sterlina e sulla lira del 1992 e per quelle sui mercati asiatici nel 1997, che frutteranno a lui e ai sui sottoscrittori guadagni stratosferici ma che avranno conseguenze sociali e politiche importanti per i paesi colpiti.
    […]
    Il modello economico incoraggiato da Soros è quello della terapia dello shock
    […]
    Sarà nuovamente un intervento di Soros nel 1998 a provocare la crisi del rublo
    […]
    Secondo Horowitz e Poe l’azione di Soros si ispira alla strategia politica delineata alla fine degli anni Cinquanta dal teorico del Partito comunista cecoslovacco Ján Kozák
    […]
    A una pressione dall’alto, ovvero di referenti inseriti nell’élite al potere, si aggiunge un’azione dal basso da parte di gruppi apparentemente spontanei che sono invece appositamente organizzati. Questi ultimi adottano le tecniche studiate da Gene Sharpe, il teorico americano delle rivolte non violente.
    […]
    Per bloccare Trump sembra essersi messo in moto un meccanismo dal basso – le manifestazioni di centinaia di migliaia di dimostranti – e dall’alto – rivolte di giudici e di alti funzionari, mentre al Congresso i suoi avversari lo aspettano al varco per iniziare un’eventuale procedura d’impeachment – che ricorda lo schema
    di Ján Kozák. Ma forse siamo solo dei complottisti.

    Alcuni spunti di riflessione riguardo al collegamento tra le “Marionette biologiche” ed i relativi “Maestri Invisibili” (alias “I Burattinai”):
    -Nel film Inception è stata ipotizzata la possibilità di innestare un’idea nella mente di un’altra persona;
    Sir John Eccles, premio nobel per la ricerca cerebrale, descrive il cervello come una macchina che può essere messa in moto da un fantasma. (Frase tratta da questo breve video: http://www.youtube.com/v/RRnik9Fzhe0?version=3&hl=it_IT);
    -Sir John Eccles ha scritto a 4 mani con Karl Popper (che è stato insegnante giovanile di George Soros ed è considerato dal medesimo suo mentore per quanto riguarda l’idea di “società aperta”) l’opera monumentale “L’Io e il suo cervello”;
    -Karl Popper era un presunto massone membro della superloggia Mont Pelerin Society;
    -Il Mitote rappresenta il normale funzionamento della mente umana secondo il documentario “Lo Sfidante” (https://vimeo.com/3349114); a me ricorda una televisione con problemi di ricezione…

    #6502

    Pescecontro
    Partecipante
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    TEORIE DEL ‘900

    Le teorie di cui parlo ultimamente (quelle che riguardano le entità che vivono attorno a noi e condizionano le nostre esistenze) sono tornate in auge ma in realtà sono già state sviscerate in passato.
    Di seguito elenco alcuni scrittori/ricercatori e scienziati che se ne sono occupati approfonditamente nel secolo scorso e riporto qualche annotazione per ciascuno di loro.

    Charles Hoy Fort (N.1874-M.1932)
    E’ stato uno scrittore e ricercatore statunitense del paranormale.
    La Terra è una fattoria. Siamo proprietà di qualcun altro.
    Questa è una sua frase che riassume in estrema sintesi la sua teoria. Per lui la terra non è nient’altro che una “no man’s land”, che altri coloni hanno esplorato e colonizzato, e poi si sono disputata fra loro. Per Fort siamo di proprietà di qualcuno di questi colonizzatori, e ipotizza che potrebbe esserci qualcuno tra noi che conosce la verità (una specie di “capo-mandria”) e che – all’oscuro di tutti – ci dirige secondo delle istruzioni verso misteriose funzioni.

    Eric Frank Russell (N.1905-M.1978)
    E’ stato un autore di fantascienza britannico.
    È ritenuto uno degli scrittori a cui si deve la nascita della fantascienza inglese e, più in generale, del linguaggio usato nella fantascienza mondiale.
    Autore del libro “Schiavi degli invisibili” ispirato alle teorie di Fort. Il titolo originale era “Sinister Barrier”.
    Noi ci entusiasmiamo davanti agli spettacoli della natura e davanti alle opere dell’uomo… Ma non ci rendiamo conto di vedere solo una piccola parte della realtà esistente. Cosa vedremmo, se come gli insetti fossimo sensibili agli infrarossi? Cosa si nasconde in altre bande ancora? Cosa c’è dietro la “sinistra barriera” costituita dai limiti della nostra vista?
    Due furono le domande che, alle soglie del secondo conflitto mondiale, spinsero Eric Frank Russell a scrivere questo libro: “Se tutti gli uomini amano la pace, perché allora non riescono ad averla?” e “Se esistono razze extraterrestri più progredite dell’uomo, perché non vengono a trovarci?”. E questa, ispirata dalle teorie dell’eretico Charles Fort, fu la risposta: “Siamo già stati conquistati, e sono i nostri sconosciuti padroni a fomentare le guerre e a impedire alle altre intelligenze del cosmo di comunicare con noi”. Un nucleo di scienziati scopre la mortale verità: il genere umano non è che il bestiame di una razza di invisibili alieni: i Vitoni, esseri di pura energia che si alimentano di emozioni e correnti nervose. È l’inizio di una guerra disperata, poiché il solo pensarli equivale a morire. Pubblicato per la prima volta nel 1939, “Schiavi degli invisibili” è una delle pietre miliari della fantascienza, un thriller metafisico dalle tinte B-movie ancora sinistramente attuale.” (Descrizione del libro tratta da IBS).

    Josef Allen Hynek (N.1910-M.1986)
    È stato professore di astronomia. Fu protagonista del Progetto Blue Book come consigliere scientifico dal 1952 al 1969.
    Negli ultimi anni della sua vita Hynek divenne un critico della Ipotesi extraterrestre popolare. Cominciò ad esprimere i suoi dubbi sul fatto che gli UFO fossero astronavi come oggetti fisici provenienti da altri pianeti. Come lo stesso Hynek disse nell’ottobre 1976:
    Io comincio a sostenere sempre meno l’idea che gli UFO siano nella loro fisicità astronavi da altri pianeti. Vi sono troppe cose che depongono contro questa teoria. A me sembra ridicolo che intelligenze superiori viaggino per lunghissime distanze siderali per fare cose relativamente stupide come fermare le macchine, raccogliere campioni di terreno, e spaventare la gente. Credo che dobbiamo cominciare a riesaminare l’evidenza. Dobbiamo guardare più vicino a casa.
    Hynek cominciava a riferirsi a un possibile legame tra certi avvistamenti UFO e fenomeni psichici; dato che molti resoconti UFO sembravano più pertinenti a racconti di poltergeist e ad altri tipi di manifestazione psichica, piuttosto che “oggetti solidi fatti di hardware con bulloni e scocche saldate“. “Questa è una delle ragioni,” aggiunse “del perché io non possa accettare l’ovvia spiegazione degli UFO come visitatori dallo spazio più esterno“.

    Jacques Fabrice Vallée (N.1939)
    E’ un ufologo francese. Si è occupato anche di informatica e ha scritto romanzi.
    Anche lui ha partecipato al progetto Blue Book ed insieme al suo mentore Josef Allen Hynek ha fondato il Collegio Invisibile, che nel 1973 si è trasformato nel CUFOS, un gruppo di esperti di tutto il mondo che si interrogano sugli UFO senza alcuna forzatura a credervi.
    Nel corso del tempo, Jacques Vallée è divenuto critico verso l’ipotesi extraterrestre sugli UFO e ha specificato in un articolo le cinque principali obiezioni contro questa ipotesi che si possono così riassumere:
    • Gli incontri ravvicinati sono molto più numerosi di quello che richiederebbe qualsiasi esplorazione fisica della Terra da parte di extraterrestri;
    • la struttura fisica dei presunti alieni così come vengono descritti non sembra originaria di altri pianeti né biologicamente adattata ai viaggi spaziali;
    • i comportamenti riferiti dalle presunte vittime di rapimenti alieni contraddicono l’ipotesi di esperimenti scientifici o genetici su umani da parte di una razza aliena avanzata;
    • l’estensione del fenomeno attraverso la storia umana dimostra che gli UFO non sono un fenomeno contemporaneo;
    • l’apparente abilità degli UFO nella manipolazione dello spazio e del tempo suggeriscono ipotesi radicalmente diverse.
    Prendendo in esame fenomeni che escono dall’ordinario umano, Vallée nota una similitudine fra certi fenomeni presenti nel folclore (come gli incontri con folletti o gnomi) e i moderni presunti incontri ravvicinati con gli extraterrestri e alcuni presunti fenomeni paranormali. Egli intravede nel fenomeno ufologico un sistema di controllo dell’evoluzione terrestre che è attivo nella storia umana e opera sull’inconscio collettivo della nostra specie.
    Vallée avanza pertanto l’ipotesi che gli UFO provengano da una dimensione parallela alla nostra. Tale ipotesi, chiamata ipotesi parafisica, è condivisa solo da una minoranza di ufologi.

    Questi due ultimi personaggi mi hanno ricordato la serie “I segreti di Twin Peaks” di David Lynch e Mark Frost in cui si parla di un fantomatico progetto dell’aeronautica militare statunitense (USAF) di ricerca ufo denominato “Libro azzurro” (che presumibilmente ha preso spunto dal progetto reale, a cui hanno partecipato Hynek e Vallée, denominato “Blue Book” – CLIKKA https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Blue_Book). Emblematico il fatto che tale progetto, inizialmente preposto al solo tentativo di captare messaggi provenienti dallo spazio profondo, ad un certo punto avesse cambiato bersaglio indirizzando i radiotelescopi verso i boschi di Twin Peaks. Proprio come l’evoluzione delle idee di Hynek e di Vallée che inizialmente cercavano alieni provenienti dallo spazio ma poi, proprio per quello che avevano scoperto nel corso del progetto Blue Book, si erano convertiti all’idea di cercare entità più vicine a noi.

    John Alva Keel (N.1930-M.2009)
    E’ stato un giornalista e scrittore statunitense. È molto noto nel campo dell’ufologia.
    Le teorie ufologiche di Keel sono controverse. Inizialmente, egli accettava l’ipotesi extraterrestre e spiegava gli UFO come visitatori di altri pianeti, ma in seguito abbandonò questa idea per aderire all’ipotesi parafisica. A seguito delle sue ipotesi ufologiche, Keel non si descriveva come ufologo, ma preferiva presentarsi come un ricercatore interessato ai fenomeni paranormali. Nel suo libro UFOs: Operation Trojan Horse (UFO: Operazione Cavallo di Troia) Keel ha sostenuto che certi aspetti delle testimonianze contemporanee sugli UFO, come i presunti incontri ravvicinati con esseri umanoidi, sono da mettere in relazione con il folklore antico e le apparizioni religiose. Secondo Keel esiste una relazione diretta tra il mondo ufologico, i fenomeni umani psichici e certi aspetti del mondo soprannaturale come mostri, fantasmi e demoni. Nel suo libro Our Haunted Planet (Il nostro pianeta infestato) ha coniato il termine ultraterrestri, in accordo con la sua ipotesi secondo cui dietro gli UFO ci sono entità non umane provenienti da una dimensione parallela. Nel libro The Eighty Tower (L’Ottava Torre) Keel ha presentato un’evoluzione delle sue teorie, arrivando a ipotizzare che gli UFO e i fenomeni paranormali sarebbero spiegabili con l’azione di un potente campo di energia, che egli chiama “superspettro”

    Alexander Leek: “Se in questo momento ci fosse un incidente a dieci isolati di distanza da qui, quel lavavetri lo vedrebbe, ma non vorrebbe dire che è Dio… E nemmeno più in gamba di noi due. È la sua posizione che gli permette di vedere più lontano.”
    John Klein: “Ma se queste entità sono superiori a noi allora perché… Perché non ci parlano con chiarezza?”
    Alexander Leek: “Beh, lei è superiore agli scarafaggi, ha mai provato a parlare con chiarezza con uno di loro?”

    (Dialogo preso dal film “The Mothman Prophecies – Voci dall’ombra” tratto dall’omonimo libro di John A. Keel)

    #6509

    Dino Emme
    Partecipante
    • Post: 214

    Fonte: lagrandeconcavita.org/2016/05/16/la-morte-del-pubblico-e-la-fine-di-tutto

    La morte del pubblico e la fine di tutto

    Qualche tempo fa ero in un locale e stavo ascoltando un artista. Non dico che locale e non dico che artista, i nomi in questo caso non sono importanti.
    Comunque, c’è lui sul palco, con i suoi musicisti, che si dà da fare per cantare le sue canzoni, per far arrivare i suoi testi ai presenti.
    Sono nelle prime file, quindi non vedo il resto del pubblico, che comunque è piuttosto numeroso. Però sento un brusio che è più di un brusio, è molto più simile al tipo di rumore che le voci umane producono nei luoghi affollati come le stazioni o gli aeroporti. O i pub, nei brevi momenti in cui, tra una canzone e l’altra, tace la musica.
    A quel punto mi giro e vedo che nessuno sta ascoltando. Nessuno. Chi mi conosce sa che sono un tipo incline all’esagerazione quindi facciamo che no, magari due o tre stavano anche attenti. Anzi, facciamo anche cinque. Ma non di più, ve lo giuro.
    Altra istantanea, sempre nello stesso periodo. Sono a sentire un’altra band (ancora una volta niente nomi) che sta suonando decisamente bene. Dietro di me ho un tizio che durante tutta una canzone salta, urla come un ossesso, batte le mani. Sembra gradire molto, insomma. Alla fine della canzone scattano gli applausi e l’amico di fianco a lui gli chiede: “Ti sono piaciuti?” E lui, ridendo come uno scemo: “Boh!”.
    Ecco, lo so che di questi argomenti ho già parlato in tempi recenti e lo so che posso risultare ripetitivo e fastidioso. Però adesso che Manuel Agnelli è stato nominato giudice ad X Factor e che il mondo dei Social (che corrisponde a quello reale molto di più di quel che si vorrebbe, secondo me) si divide tra chi si straccia le vesti e chi risponde che “chiunque l’avrebbe fatto al suo posto”, lasciatemi dire che il problema non è Manuel Agnelli (che ha fatto malissimo, se proprio volete il mio parere) ma il pubblico.
    Se in Italia la musica è morta, se gli artisti nuovi non sfondano più (a meno che non siano tipizzati secondo l’unico modello che può sfondare, vedi Calcutta), se i locali sono pieni di cover band, la colpa è solo e soltanto del pubblico.
    Perché io qui sto iniziando a preoccuparmi seriamente: qualche mese fa scrivevo dei fan casuali che vanno ai concerti e pensano solo ad affermare sé stessi parlando e facendosi i selfie. Ultimamente però ho iniziato a chiedermi se forse il problema non sia un po’ più vasto. E se avessimo semplicemente smesso di ascoltare? Se non ne fossimo più capaci? Onestamente: quanta gente vedete che ai concerti sta zitta per tutta la canzone, senza mai rivolgere la parola al vicino, senza mai rivolgere gli occhi al cellulare, senza mai lasciare il suo posto per andare al bar? E non sto parlando per forza di fan sfegatati con le lacrime agli occhi che cantano tutto il pezzo piangendo come pazzi. Parlo di persone normali, che sono venute in quel posto perché ci suona un determinato artista, che magari lo conoscono bene ma magari anche poco e forse addirittura per nulla. Non lo conoscono ma sono curiosi e allora quando inizia il concerto stanno zitti, smettono di fare quello che stavano facendo e ascoltano. Ascoltano tutto il concerto. Ascoltano tutte le canzoni. Al massimo, scambiano dei commenti veloci con l’amico tra un pezzo e l’altro. Fine.
    Ecco, onestamente, quante ne vedete, di persone così, a un concerto?
    Io poche, a volte quasi nessuna. E perché, secondo voi?
    Io provo a dire la mia, e la mia è parecchio drastica: siamo fottuti. Internet ci ha fottuto, i video su YouTube ci hanno fottuto, i telefonini ci hanno fottuto. Siamo bombardati da impulsi, la nostra attenzione è limitata, non regge più. Ci guardiamo gli highlights della partita di calcio ma se dura più di tre minuti non arriviamo alla fine. Il videoclip lo sfumiamo dopo il primo ritornello e passiamo ad altro. Ci sentiamo fighi ed informati a leggere gli articoli di opinione da mille siti diversi ma poi non andiamo oltre il titolo o il primo paragrafo e prima di iniziare scorriamo ansiosamente il cursore dall’alto in basso per vedere quanto è lungo. Addirittura (l’ho notato ieri e ho avuto paura), alcuni siti hanno messo perfino il tempo di lettura! Il tempo di lettura, capite! Cioè, io prima di mettermi a leggere qualcosa devo sapere quanto tempo ci metterò? E perché mai? Per programmare meglio i miei prossimi dieci minuti? Per capire se ho tempo di guardare il video del gatto che si fa i selfie, che ha fatto un milione di visualizzazioni in trenta secondi?
    Se mi interessa qualcosa lo leggo, fermo tutto e lo leggo e quando ho finito riprendo a fare quello che stavo facendo. Se ritengo di non avere tempo in quel momento pace, vuol dire che la cosa non era poi così interessante. Questo è quello che ho sempre fatto io e questo è quello che mi piacerebbe continuare a fare.
    Poi ci lamentiamo che la gente non legge più, sul treno o in metropolitana. Ma è ovvio! Come fa a leggere? Come fa a concentrarsi? Come è possibile stare anche solo mezz’ora su una stessa attività quando abbiamo in tasca un aggeggio che rompe i coglioni ogni due per tre, esigendo la nostra attenzione con cose importantissime come “Sticazzi ha aggiunto una reazione al link che hai postato”?
    E i dischi? Com’è il vostro rapporto con i dischi? Riuscite ad ascoltarne uno dall’inizio alla fine, seduti in poltrona, leggendo i testi, cercando di cogliere ogni sfumatura? Io lo facevo, tempo fa. Adesso non ci riesco più. Se non sono in macchina (che è ormai il mio momento privilegiato di ascolto) dopo due canzoni mi alzo e devo fare altre cose. Spesso mi metto a leggere, a volte correggo i compiti dei miei studenti, a volte cucino.
    E quindi, sapete che cosa ho fatto? Mi sono obbligato. Mi faccio forza. Mi costringo. Quando riesco, spesso alla sera (se ho sere libere) mi metto sul divano e ascolto un disco. Quello che è appena uscito, quello su cui devo scrivere, quello che voglio riscoprire. Non so voi, ma per me è diventato necessario.
    La musica non può essere un sottofondo. Un libro non può essere un sottofondo. La vita non può essere un sottofondo.
    Ma torniamo ai concerti. Perché poi succede così, che la gente che non sa più concentrarsi, poi ai concerti ci va comunque. Ma quello che ha davanti non la prende. Salvo casi isolati, si annoiano. Hanno pagato il biglietto ma si annoiano. Oppure, pensano che il concerto sia semplicemente un momento per stare con gli amici. Un pretesto. E quindi fanno casino. E rompono i coglioni agli altri. O forse tra un po’ nessuno si romperà più i coglioni perché tutti parleranno tra loro e l’artista di turno rimarrà da solo sul palco a cantare le sue canzoni, ricevendo comunque la sua buona dose di applausi, perché come scimmie ammaestrate avremo chiaro che quando si ferma la musica, quello è il momento in cui bisogna applaudire.
    Allora capite che se è così, chi se ne frega di Manuel Agnelli ad X Factor. Lui è un grande artista, un grande produttore, una persona intelligente e preparata e probabilmente verrà trasformato in una macchietta e fagocitato abbastanza rapidamente in quel sistema cannibale e distruttivo che si chiama Talent Show. Che per inciso, con la musica non c’entra nulla, assolutamente nulla.
    Ma al di là di questo, la partita è stata persa prima. Perché i Talent esistono anche perché nessuno ha più la voglia o la capacità di concentrazione necessaria per ascoltare brani nuovi, artisti nuovi e così affolla le serate delle cover band e intasa gli indici di ascolto di programmi dove il concorrente di turno viene valorizzato per la sua interpretazione di brani già noti, dove giudici dalle dubbie competenze musicali pretendono di essere gli unici depositari della verità sul suo talento e dove la bella voce ma soprattutto la bella presenza sembrano essere i parametri fondamentali per giudicare se vali davvero oppure no.
    Non ne usciremo vivi, secondo me. Questa cosa potrà solo peggiorare. Speriamo solo che i dischi belli non smettano mai di uscire.

    #6818

    Pescecontro
    Partecipante
    • Post: 26

    La prima regola del decalogo della manipolazione (la cui paternità è stata attribuita -probabilmente- erroneamente a Noam Chomsky –> http://www.luciarocco.it/la-bufala-del-decalogo-di-noam-chomsky/) riporta quanto segue:

    1-La strategia della distrazione
    L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
    La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
    Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

    Mi pare che gli smartphone adempiano egregiamente a questa prima regola… 🙄

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